Critica

Fabrizia Ranelletti

Progetto “METAMORFOSI DEL MITO”
2016

INVULNERABILE INNOCENZA
Quello che il racconto mitologico ispira.
La magia per risolverlo.
Il valore, gli ideali, le conoscenze del mito sigillate attraverso immagini fantasy. Undici le “Maestre” consultate in volti vagamente riconducibili ad Alessandra…
Nell’espressione iconica l’epurazione totale della drammaticità genera attrito concettuale.
Ricerca attenta dei simboli, giustapposti nei piani immaginifici indagati.
Campiture come superfici d’”appoggio” per dimensioni cromatiche bene identificabili.
Nessun dubbio.
Il figurativo viene utilizzato per “astrarre” gli argomenti e donare volumi magici.
La composizione risulta distante.
La proporzione aurea aleggia in ogni seppur minimo intervento.
Ogni cosa al suo posto.
L’assenza temporale porge l’opportunità di scelta sulla tipologia sensibile dove identificarsi meglio.
I dati psicologici e morali sono elencati con sapore enciclopedico, nel rispetto massimo di ogni personalità, in una semiotica intelligibile.
Non c’è giudizio, in quanto non si è giudicati per ciò che si è o per ciò che si vorrebbe essere.
Non importa l’appartenenza a una scala esatta di valori. In fondo, ogni valore è soggetto alla sua estremizzazione.
Nella relatività.
Nella consapevolezza.
Nella non-scelta.
La forza sta nella constatazione di elementi imprescindibili ed esistenti, di cui ogni individuo ne riconosce uno o più di uno.
D’altronde eroine, martiri, sibille, streghe, madri, amanti, sorelle, amiche, figlie, hanno il filo comune della complessità di genere. Già bastante per sé di tutta una scala di qualità morali immortali, geneticamente trasmissibili, facilmente individuabili e riconoscibili.
Niente super poteri o vittorie in battaglie. Tutto si digerisce nella pienezza dei codici e dei comportamenti. I passaggi visivi in fondo sono il risultato della predestinazione.
L’identità femminile e la sua metamorfosi: ha a che fare con il tempo, con l’esperienza, con le combinatorie improbabili, ma ciò che resta nel segno è la sacralità dei valori.
L’eloquio silenzioso abbatte le chiavi misteriche e dona chiarezza alle forme.
La leggera e, talvolta, ingenua mano di Alessandra, ammicca ai destini femminili, dal nefasto al languido, dal rassegnato al vaticinante.
Invulnerabile innocenza.

Fabrizia Ranelletti

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